Brave New Humanity
Il futuro artificiale che ci aspetta
31 Gennaio – 21 Febbraio 2024
Presentazione critica di quattro romanzi europei contemporanei, a cura di STEFANIA SAVOCCO, docente di Lettere nei Licei. Con approfondimenti multimediali, letture e interventi di autori e traduttori. Interviste a cura di DAVID VILLARECCI, studente di Lingue, civiltà e scienze del linguaggio, Università Ca' Foscari Venezia; ex redazione Messaggero Veneto Scuola.
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Esiste un genere diffusissimo in Europa, quello della speculative fiction, che interpreta con inquietanti scenari la contemporaneità, divenendo celebrazione e analisi critica a un tempo delle conquiste umane. Nel Novecento avremmo parlato di letteratura fantascientifica e distopica. Se, infatti, George Orwell immaginava in 1984 un totalitarismo tecnocratico ancora solo paventato; se già a metà del secolo Isaac Asimov formulava nei suoi racconti le Tre leggi della robotica; se nel 1968 P. K. Dicks prefigurava la caduta di ogni distinzione tra umano e artificiale, oggi le prospettive, una volta date per visionarie e futuribili, sono divenute realtà abitate, che comportano precise conseguenze in ambito morale e antropologico, neurologico e comportamentale.
Così i britannici Ian Mc Ewan e Cass Hunter si soffermano sulle macchine che imparano e si emozionano, in tutto simili ai chatbot dall’apprendimento automatico di OpenAI; la francese Delphine De Vigan costruisce un giallo che scava nell’interazione tra realtà materiale e analogica che oggi chiamiamo Onlife; e l’olandese Hanna Bervoets ci trasporta nel mondo pervasivo dei Social, quello di chi visiona continuamente contenuti che istigano alla falsità, all’odio e alla violenza.
Siamo insomma in un presente fluido che è già futuro - ci avvertono questi scrittori - in una dimensione dai confini labili, in cui si confondono e intrecciano pericolosamente audacia e coraggio, rischio e presunzione: a BRAVE NEW HUMANITY per l’appunto. Stefania Savocco
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